Ingredienti
Method
- Estraete il coscio dal frigorifero 30 minuti prima di cucinarlo: deve essere a temperatura ambiente per garantire una cottura uniforme. Nel frattempo, preparate la pasta aromatica: tritate finemente 2 spicchi d'aglio con gli aghi di rosmarino, mescolate con sale grosso, pepe e 2 cucchiai di olio fino a ottenere un composto pastoso.
- Con un coltellino affilato, praticate una decina di incisioni profonde 2 cm nella carne del coscio, distribuendole su tutta la superficie. Inserite in ogni incisione un po' di pasta aromatica e mezzo spicchio d'aglio. Massaggiate la superficie esterna con la pasta aromatica rimanente.
- Scaldate il forno a 200°C. Mettete il coscio in una teglia capiente con la parte ossea verso l'alto. Aggiungete le patate tagliate a spicchi intorno alla carne, condite con il restante olio, sale e pepe. Distribuite qualche rametto di rosmarino tra le patate.
- Infornate a 200°C per 20 minuti per sigillare la carne e far dorare la superficie. Abbassate a 180°C, versate il vino bianco sulla carne e continuate la cottura per 60-70 minuti, irrorando con il fondo di cottura ogni 20-25 minuti.
- La carne è cotta quando la temperatura al cuore raggiunge 70-75°C (cottura ben cotta, tradizione umbra) o 65°C (leggermente rosata al centro). Girate le patate a metà cottura per dorarle uniformemente.
- Lasciate riposare la carne coperta con alluminio per 10-15 minuti prima di servire. Questo passaggio redistribuisce i succhi nella carne e rende l'affettatura più facile. Servite con le patate al fondo di cottura e pane umbro.
Note
L'agnello nursino (dell'area di Norcia e della Valnerina) è considerato il migliore in Umbria per la finezza delle fibre e il sapore delicato: gli animali pascolano sui prati d'alta quota della Valnerina e del Monte Vettore, alimentandosi di erbe aromatiche selvatiche che arricchiscono il sapore della carne. Si trova dai pastori di Norcia e Cascia prima di Pasqua. Il vino bianco umbro nella cottura è il Grechetto di Todi o l'Orvieto Classico: non usate vino da cucina di bassa qualità perché il sapore persiste nella carne. La tradizione umbra vuole l'agnello ben cotto (non rosato), ma la cottura a 65°C (leggermente rosata) è tecnicamente superiore per morbidezza.
